Il futuro della fotografia digitale? Metti da parte i modelli con
proiettore o
3D perché dalla Stanford University arriva la prima digicamera... opensource! Chiunque potrà creare nuove funzionalità e applicazioni, come se fosse un vero e proprio smartphone, ecco la Frankencamera!
Open-Source mania – L’opensource è diventata una filosofia di vita: è la possibilità di accedere direttamente sui file sorgente di un sistema operativo così da realizzare programmi e piccole applicazioni compatibili che ne sfruttano appieno le potenzialità. Vedi ad esempio gli App Store di Apple, quello di Blackberry o di Android dove sviluppatori di ogni parte del mondo mettono a disposizione (quasi tutti gratis) i contenuti. Perché non applicare lo stesso concetto alle fotocamere digitali?
Uno store online a disposizione – L’idea arriva dal professore di scienza informatica Marc Levoy e dall’assistente Andrew Adams: con questa fotocamera ognuno potrà creare applicazioni che potranno ad esempio controllare l’autofocus, il flash, sfruttare la velocità dell’otturatore per effetti particolai o ad esempio fornire software per l’editing. Uno store online sarà poi messo a disposizione degli utenti della Frankencamera che avrà un sistema operativo basato su Linux
Perché Frankencamera? – Ma da cosa deriva il nome così particolare di questa digicamera? Semplice, Frankencamera come Frankenstein visto che è stata realizzata prendendo componenti a destra e a manca come il chip di un Nokia N95, lenti di una fotocamera Canon e scheda madre Texas Instruments. Il progetto è appoggiato da Nokia, Adobe Systems, Kodak e Hewlett-Packard, stanne certo che ne sentirai parlare presto; potrebbe rivoluzionare il mercato visto che il prezzo sarà davvero basso e vista la sua natura costantemente in progress. Per tipi che non stanno mai fermi e vogliono evolversi di giorno in giorno. Speriamo solo che l’estetica cambierà visto che ora sembra davvero un piccolo mostro, come Frankenstein!
04 settembre 2009